Aggressioni al personale sanitario: Possibili Soluzioni

Le Aggressioni al personale sanitario stanno diventando, purtroppo, un fenomeno allarmante.

Alla base di tali aggressioni, come ben noto, esiste un malcontento dell’utenza, malcontento legato principalmente a:

  1. presunti ritardi dei mezzi di soccorso
  2. impossibilità, da parte dei parenti del paziente,nello scegliere l’ospedale di destinazione.
  3. lunghe attese nei Pronto Soccorso cittadini.

Le Possibili soluzioni da noi analizzate sono:

  1. rivisitare gli accordi stilati tra Continuità assistenziale e Emergenza Sanitaria Territoriale 118.
  2. pagamento del ticket per il servizio 118 nei casi di codici bianco e verde, come si fa già in altre regioni
  3. riconoscimento della qualifica di “pubblico ufficiale” al personale sanitario in servizio, con la possibilità all’ASL di attivare il procedimento penale in caso di aggressione.
  4. tutela legale per le vittime di aggressioni. Molti operatori hanno timore nello sporgere denuncia individuale poichè le ritorsioni da parte dell’aggressore sono un’evento assai probabile.
  5. stabilizzazione di tutti i precari del servizio 118 al fine di evitare la fuga degli operatori con contratto a tempo determinato in regioni confinanti che promettono maggiore stabilità
  6. aumento del numero dei mezzi di soccorso sul territorio della città di Napoli. Attualmente il capoluogo campano è coperto da n.18 ambulanze, 12 medicalizzate e 6 non medicalizzate. Di queste 18 ambulanze solo 15 fanno servizio h24, ergo di notte la città di Napoli , la quale ha un bacino d’utenza di circa 966.425 abitanti, è servita da solo 15 ambulanze. Per il DM 70 per ogni 75.000 abitanti ci dovrebbe essere una Ambulanza , attualmente il rapporto è 1:60.000.

 

 

Dott. Manuel Ruggiero

Nessuno Tocchi Ippocrate