Le misure della ASL NA 1 contro la violenza negli ospedali

Sanità. Le misure dell’Asl Napoli 1 contro la violenza negli ospedali: Guardie giurate nei pronto soccorso, videosorveglianza e drappelli di polizia. Borrelli. I poliziotti aiuterebbero anche a far emergere violenze nascoste

“Il direttore dell’Asl Napoli1, Mario Forlenza, è intervenuto in maniera decisa contro la violenza nei pronto soccorso e negli altri reparti degli ospedali napoletani come da noi richiesto insistentemente”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, che ha incontrato Forlenza proprio sulla questione della sicurezza negli ospedali.
“E’ stato dato mandato agli uffici amministrativi di predisporre la presenza delle guardie giurate anche all’interno dei pronto soccorso e non solo all’esterno, negli ambienti dove si assistono i malati, telecamere di sorveglianza nei pronto soccorso e reparti più a rischio e la richiesta al Questore di riportare i drappelli in tutti gli ospedali napoletani dove c’è il pronto soccorso” ha aggiunto Borrelli per il quale “al di là dell’impegno dell’Asl Napoli 1, quindi, serve anche un impegno forte da parte della Questura per riportare i poliziotti nei pronto soccorso, una soluzione che potrebbe anche aiutare a far emergere episodi di violenza, anche familiare, che spesso restano nascosti o passano come incidenti domestici”.

Aggressioni al personale sanitario: Possibili Soluzioni

Le Aggressioni al personale sanitario stanno diventando, purtroppo, un fenomeno allarmante.

Alla base di tali aggressioni, come ben noto, esiste un malcontento dell’utenza, malcontento legato principalmente a:

  1. presunti ritardi dei mezzi di soccorso
  2. impossibilità, da parte dei parenti del paziente,nello scegliere l’ospedale di destinazione.
  3. lunghe attese nei Pronto Soccorso cittadini.

Le Possibili soluzioni da noi analizzate sono:

  1. rivisitare gli accordi stilati tra Continuità assistenziale e Emergenza Sanitaria Territoriale 118.
  2. pagamento del ticket per il servizio 118 nei casi di codici bianco e verde, come si fa già in altre regioni
  3. riconoscimento della qualifica di “pubblico ufficiale” al personale sanitario in servizio, con la possibilità all’ASL di attivare il procedimento penale in caso di aggressione.
  4. tutela legale per le vittime di aggressioni. Molti operatori hanno timore nello sporgere denuncia individuale poichè le ritorsioni da parte dell’aggressore sono un’evento assai probabile.
  5. stabilizzazione di tutti i precari del servizio 118 al fine di evitare la fuga degli operatori con contratto a tempo determinato in regioni confinanti che promettono maggiore stabilità
  6. aumento del numero dei mezzi di soccorso sul territorio della città di Napoli. Attualmente il capoluogo campano è coperto da n.18 ambulanze, 12 medicalizzate e 6 non medicalizzate. Di queste 18 ambulanze solo 15 fanno servizio h24, ergo di notte la città di Napoli , la quale ha un bacino d’utenza di circa 966.425 abitanti, è servita da solo 15 ambulanze. Per il DM 70 per ogni 75.000 abitanti ci dovrebbe essere una Ambulanza , attualmente il rapporto è 1:60.000.

 

 

Dott. Manuel Ruggiero

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