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E mentre avveniva l’aggressione a carico della postazione 118 “Chiatamone”…….al Cardarelli si consumava l’ennesima aggressione ai danni di un Infermiere

Aggressione n. 38 del 2018

Apprendiamo la notizia da “IL MATTINO”
Articolo di Melina Chiapparino

Notte di violenza all’ospedale Cardarelli, tra le mura del reparto di Chirurgia 1 dove si è consumata l’ennesima aggressione ai danni di un infermiere. Il sanitario napoletano di 53 anni, di turno nella divisone situata al padiglione A della cittadella ospedaliera, aveva consentito che alcuni familiari di un paziente potessero vederlo nonostante la chiusura dell’orario di visita. La moglie e la figlia del degente in questione, infatti, si erano presentate ieri, in tarda serata intorno alle 20.30, quando da oltre un’ora era terminata la possibilità di entrare nel reparto per parenti e amici.

L’infermiere come spesso avviene nei reparti dove la flessibilità del personale va di pari passo con la loro umanità, aveva consentito la visita, seppure con l’avvertimento che di lì a poco dovevano cominciare le terapie sia per il paziente che per gli altri ammalati nella stanza. Dopo vari richiami alle signore che alle 21 sostavano ancora nella stanza degenti maschile, l’infermiere ha insistito ulteriormente sulla necessità di liberare i locali al fine di procedere con le terapie cliniche. Gli inviti del sanitario hanno scatenato la rabbia delle donne, soprattutto della 34enne, figlia del degente, che ha insultato e minacciato verbalmente il 53enne prima di strattonarlo, schiaffeggiarlo e tirargli numerosi calci. La vittima non si è difesa ed ha ricevuto anche un colpo tra le gambe, successivamente refertato al pronto soccorso come trauma allo scroto insieme a varie contusioni per un totale di 2 giorni di prognosi medica.

Dopo il raid di violenza, sono intervenute le guardie giurate nel reparto ed i familiari sono stati allontanati.

Anche il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva si è espresso sulla vicenda. «L’episodio mi amareggia molto, anche perché quest’aggressione è avvenuta in un reparto di elezione, ovvero un’area nella quale non c’è alcuna concitazione né tantomeno ci sono emergenze- sottolinea il manager- premesso che non esiste un’aggressione peggiore di un’altra, perché in nessun caso si può giudicare ammissibile un atto di violenza, trovo sintomatico questo episodio che evidenzia un clima di violenza diffusa». Verdoliva ha contattato il sanitario ferito che procederà a esporre una querela per aggressione, motivo per cui «l’Azienda lo sosterrà legalmente e in caso di processo si costituirà parte civile».

Aggressioni al personale sanitario: Possibili Soluzioni

Le Aggressioni al personale sanitario stanno diventando, purtroppo, un fenomeno allarmante.

Alla base di tali aggressioni, come ben noto, esiste un malcontento dell’utenza, malcontento legato principalmente a:

  1. presunti ritardi dei mezzi di soccorso
  2. impossibilità, da parte dei parenti del paziente,nello scegliere l’ospedale di destinazione.
  3. lunghe attese nei Pronto Soccorso cittadini.

Le Possibili soluzioni da noi analizzate sono:

  1. rivisitare gli accordi stilati tra Continuità assistenziale e Emergenza Sanitaria Territoriale 118.
  2. pagamento del ticket per il servizio 118 nei casi di codici bianco e verde, come si fa già in altre regioni
  3. riconoscimento della qualifica di “pubblico ufficiale” al personale sanitario in servizio, con la possibilità all’ASL di attivare il procedimento penale in caso di aggressione.
  4. tutela legale per le vittime di aggressioni. Molti operatori hanno timore nello sporgere denuncia individuale poichè le ritorsioni da parte dell’aggressore sono un’evento assai probabile.
  5. stabilizzazione di tutti i precari del servizio 118 al fine di evitare la fuga degli operatori con contratto a tempo determinato in regioni confinanti che promettono maggiore stabilità
  6. aumento del numero dei mezzi di soccorso sul territorio della città di Napoli. Attualmente il capoluogo campano è coperto da n.18 ambulanze, 12 medicalizzate e 6 non medicalizzate. Di queste 18 ambulanze solo 15 fanno servizio h24, ergo di notte la città di Napoli , la quale ha un bacino d’utenza di circa 966.425 abitanti, è servita da solo 15 ambulanze. Per il DM 70 per ogni 75.000 abitanti ci dovrebbe essere una Ambulanza , attualmente il rapporto è 1:60.000.

 

 

Dott. Manuel Ruggiero

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