Aggressione Postazione Crispi: Parla il Direttore COT 118 Dott. Giuseppe Galano

Voglio esprimere, purtroppo ancora una volta, la mia solidarietà e vicinanza all’equipaggio “Crispi” che è stato oggetto per l”ennesima volta di una vile aggressione, con l’aggravante di essere immotivata. Penso che il tristissimo episodio è da attribuire all’inaccettabile mancanza di senso civico di alcuni balordi che non possono oscurare la civiltà e la vicinanza che la Cittadinanza ha per un Servizio salva vita come è il 118, ma nel contempo c’è una esigenza non più rinviabile di attenzioni sull’onerisissimo lavoro che facciamo da parte degli Organi competenti. Non permetteremo che si disperda una miniera di esperienze e competenze di chi ogni giorno con abnegazione, sacrificio e attaccamento al lavoro compie ordinari “miracoli” di assistenza all’utenza. Spero ci sia da parte di tutta la Città una sentita indignazione per questi inqualificabili episodi di violenza. Ancora solidarietà a questi “Eroi” e un sentito ringraziamento a tutto il 118.

Giuseppe Galano Direttore COT 118 – Attività Territoriali e Presidente AAROI-EMAC Regione Campania

Postazione 118 Crispi colpita da passante!

Tiro al Bersaglio!

Aggressione n.29 del 2018

Alle ore 9.30 la Postazione 118 del Crispi stava trasportando un codice rosso in Pronto soccorso (paziente a bordo)a sirena e lampeggiante, senza alcun motivo un passante ,a Largo Antignano, scaglia un paletto di ferro contro il vetro laterale del mezzo di soccorso mandandolo in frantumi e mettendo a repentaglio l’incolumità di medico infermiera e paziente già di per se grave!!

Per Fortuna tutti bene!

Postazione 118 Incurabili AGGREDITA

Napoli 11/05/2018

 

 

Aggressione postazione incurabili

Aggressione n. 28 del 2018

Alle ore 15 circa la postazione 118 “incurabili” viene allertata dalla centrale operativa per “lipotimia” all’interno di un bar a piazza Municipio.
Una volta sul posto l’equipaggio della postazione INDIA (autista e infermiere) trova paziente tossicodipendente in evidente stato di agitazione psicomotoria il quale aggredisce con calci, pugni, schiaffi e graffi l’equipaggio.
Il personale sanitario, constatando l’insicurezza della scena, si allonta allertando la polizia. L’aggressore non si perde d’animo ed insegue a piedi l’equipaggio continuando a sferrare calci e pugni.

Dopo pochi minuti giunge la polizia, ma anch’essa viene aggredita e la volante viene presa a calci.
Appena possibile la persona viene immobilizzata è trasferita alla caserma Ranieri , in caserma viene attivata la postazione MIKE (medicalizzata) del Chiatamone per effettuare la terapia adatta all’aggressore.

Il personale della postazione incurabili si fa refertare MA CONTINUA IL SERVIZIO PER NON SGUARNIRE IL TERRITORIO

prognosi : 5 giorni

Verrà formalizzata regolare denuncia dal personale

Le misure della ASL NA 1 contro la violenza negli ospedali

Sanità. Le misure dell’Asl Napoli 1 contro la violenza negli ospedali: Guardie giurate nei pronto soccorso, videosorveglianza e drappelli di polizia. Borrelli. I poliziotti aiuterebbero anche a far emergere violenze nascoste

“Il direttore dell’Asl Napoli1, Mario Forlenza, è intervenuto in maniera decisa contro la violenza nei pronto soccorso e negli altri reparti degli ospedali napoletani come da noi richiesto insistentemente”.
Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, che ha incontrato Forlenza proprio sulla questione della sicurezza negli ospedali.
“E’ stato dato mandato agli uffici amministrativi di predisporre la presenza delle guardie giurate anche all’interno dei pronto soccorso e non solo all’esterno, negli ambienti dove si assistono i malati, telecamere di sorveglianza nei pronto soccorso e reparti più a rischio e la richiesta al Questore di riportare i drappelli in tutti gli ospedali napoletani dove c’è il pronto soccorso” ha aggiunto Borrelli per il quale “al di là dell’impegno dell’Asl Napoli 1, quindi, serve anche un impegno forte da parte della Questura per riportare i poliziotti nei pronto soccorso, una soluzione che potrebbe anche aiutare a far emergere episodi di violenza, anche familiare, che spesso restano nascosti o passano come incidenti domestici”.

Aggressioni al personale sanitario: Possibili Soluzioni

Le Aggressioni al personale sanitario stanno diventando, purtroppo, un fenomeno allarmante.

Alla base di tali aggressioni, come ben noto, esiste un malcontento dell’utenza, malcontento legato principalmente a:

  1. presunti ritardi dei mezzi di soccorso
  2. impossibilità, da parte dei parenti del paziente,nello scegliere l’ospedale di destinazione.
  3. lunghe attese nei Pronto Soccorso cittadini.

Le Possibili soluzioni da noi analizzate sono:

  1. rivisitare gli accordi stilati tra Continuità assistenziale e Emergenza Sanitaria Territoriale 118.
  2. pagamento del ticket per il servizio 118 nei casi di codici bianco e verde, come si fa già in altre regioni
  3. riconoscimento della qualifica di “pubblico ufficiale” al personale sanitario in servizio, con la possibilità all’ASL di attivare il procedimento penale in caso di aggressione.
  4. tutela legale per le vittime di aggressioni. Molti operatori hanno timore nello sporgere denuncia individuale poichè le ritorsioni da parte dell’aggressore sono un’evento assai probabile.
  5. stabilizzazione di tutti i precari del servizio 118 al fine di evitare la fuga degli operatori con contratto a tempo determinato in regioni confinanti che promettono maggiore stabilità
  6. aumento del numero dei mezzi di soccorso sul territorio della città di Napoli. Attualmente il capoluogo campano è coperto da n.18 ambulanze, 12 medicalizzate e 6 non medicalizzate. Di queste 18 ambulanze solo 15 fanno servizio h24, ergo di notte la città di Napoli , la quale ha un bacino d’utenza di circa 966.425 abitanti, è servita da solo 15 ambulanze. Per il DM 70 per ogni 75.000 abitanti ci dovrebbe essere una Ambulanza , attualmente il rapporto è 1:60.000.

 

 

Dott. Manuel Ruggiero

Nessuno Tocchi Ippocrate

 

È allarme 118 a Napoli, mancano medici e autisti: «Servono assunzioni»


Grave carenza di medici, infermieri e autisti nel servizio 118 in città: l’ennesimo allarme è stato lanciato agli inizi di questo mese dal responsabile della centrale operativa territoriale Giuseppe Galano che in una nota inviata ai vertici della Asl Napoli 1 ricorda gli enormi problemi, già segnalati a più riprese, relativi alla copertura di turni di servizio sulle ambulanze e presso la centrale operativa di stanza all’ospedale del mare. Carenze che richiedono il sistematico ricorso allo straordinario andando ben oltre i limiti imposti dalle leggi a garanzia del recupero psicofisico dei lavoratori. In base alle segnalazioni giunte a Galano dai coordinatori del comparto infermieri e autisti si profila inoltre un serio rischio a garantire i turni durante le ferie e assenze per permessi e malattie dei camici bianchi.

Balzanelli (Sis 118): Le centrali sono centri direzionali e non call centers

“Si sono scambiate la Centrali Operative, veri e propri centri direzionali, centri di pesantissime responsabilità, per “gusci vuoti”, per “spazi in cui sollevare la cornetta telefonica” che possono tranquillamente essere trasferiti sulla luna. Un horror gestionale paragonabile ad un Evo Antico che ha flagellato impietosamente dai governi di Roma il 118 nazionale”. Così Mario Balzanelli, Presidente Nazionale del Sis 118.

“Emerge, in questi anni, in modo sempre più evidente, la clamorosa inefficacia di visione da parte delle precedenti gestioni ministeriali riguardo la concezione del Sistema di Emergenza Territoriale 118 nazionale”. Lo afferma in una nota Mario Balzanelli, Presidente Nazionale del Sis 118.

“Si è ritenuto, a più riprese – prosegue Balzanelli -, di smantellare, nel nome di innovazioni inesistenti, la concezione di Sistema salva vita, tempo dipendente, a disposizione, h 24, 365 giorni/anno, di 60 milioni di italiani, per cui si impegnano risorse risibili rispetto al volume complessivo della spesa sanitaria nazionale, chiudendo centri di responsabilità quali le Centrali Operative di questi sistemi ipercomplessi, scambiandole per meri Call Centers, per veri e propri rispondifici telefonici”.

“Si è completamente e volutamente dimenticata – spiega ancora il Presidente Nazionale Sis 118 – l’opportuna e strategica dimensione provinciale dei Sistemi 118, sancita dal Dpr del 27/3/1992, peraltro tutt’ora in vigore, tarata sulla reale complessità di gestione capillare e piu’ qualitativa possibile dei soccorsi a livello dei territori, delle centinaia di unita’ di personale assegnato, tra medico, infermiere e autista – soccorritore, delle risorse tecnologiche e di parco mezzi da governare”.

“Sono state decapitate, a numerosi livelli, le dirigenze mediche dei Sistemi spostando innaturalmente le stesse su vertici amministrativi, a volte completamente ignari del settore e provenienti da altri mondi, mera espressione di controllo verticistico politico che si è dimostrato attentissimo agli appalti delle grandi tecnologie e molto meno alla qualità reale della governance sanitaria e alla conseguente qualità dell’assistenza reale prestata ai cittadini in imminente evidente pericolo di vita”.

“Si sono – spiega Balzanelli -,ad arte,  scambiate la Centrali Operative, veri e propri centri direzionali, centri di pesantissime responsabilità che hanno assicurato e assicurano in tempo reale il “medical control” online e offline di Sistema, la gestione del personale, la soluzione dei conflitti e dei problemi, la formazione, l’addestramento, del personale e della società civile, il rapporto puntuale e continuo con le altre massime istituzioni territorialmente convergenti a livello provinciale (Prefettura, Questura, Carabinieri, Vigili del Fuoco etc), per “gusci vuoti”, per “spazi in cui sollevare la cornetta telefonica” che possono tranquillamente essere trasferiti sulla luna. Un horror gestionale paragonabile ad un Evo Antico che ha flagellato impietosamente dai governi di Roma il 118 nazionale”.

“Il risultato è sotto gli occhi di tutti – afferma il Presidente Sis 118 -: lo smantellamento, in quasi tutte le regioni, degli organici medici ed infermieristici, ossia della componente sanitaria in grado di assicurare al paziente in evidente imminente pericolo di vita diagnosi e terapia potenzialmente salvavita, contratti precari pesantemente inadeguati rispetto alle complessità reali di gestione ed ai rischi sul campo, sedi di lavoro, ossia le postazioni del SET, che verrebbero chiuse nel 90% a qualsiasi ispezione delle autorità competenti, Punti di Primo Intervento Territoriale, che si è stabilito irrazionalmente di chiudere quando invece vanno potenziati proprio perché sono le uniche vere strutture del territorio in grado di frenare, dati alla mano, il 98% di tutte le acuzie minori impedendo il sovraffollamento dei Pronto Soccorso (che implodono ed esplodono), turni massacranti, livelli di formazione disomogenei e piallati su standard molto meno avanzati di quanto si debba rispetto al reale stato dell’arte”.

“Chiederemo – conclude Balzanelli -, come Sis 118, al nuovo ministro, un incontro urgente e chiediamo alle forze rappresentative del nuovo governo che verrà di varare, con una assoluta urgenza, una riforma legislativa condivisa del Sistema 118 che vada nella direzione netta di un suo potenziamento e di una netta inversione di tendenza rispetto a quest’oggi. Chiederemo, sul Sistema 118 salva vita, un confronto aperto e la più netta discontinuità di politica sanitaria”.

 

Come usare il 118

Cosa fare se un tuo parente ha un malore:

1) mantieni la calma e valuta la situazione, se necessario chiama il 118 (ricorda che esiste anche il medico di famiglia e la guardia medica)
2) dai all’operatore informazioni geografiche dettagliate su dove ti trovi (senza urlare e senza offendere, chi ti risponde è un infermiere che può aiutarti già telefonicamente)
3) riferisci con precisione cosa sta accadendo al tuo parente ,sintomi e segni (aggravare la situazione per avere più velocemente l’Ambulanza non è una giusta mossa da fare, toglieresti l’assistenza a chi ha realmente bisogno di soccorso)
4) invita un tuo parente, o un tuo vicino di casa a scendere giù al palazzo per aspettare l’Ambulanza , se non trovi nessuno rispondi al citofono (non aprire direttamente il portone, la maggior parte delle volte non conosciamo il piano e l’interno di casa tua)
5) attendi con pazienza (i tempi di arrivo per un codice rosso sono 8 minuti in ambito urbano e 20 in ambito extraurbano, per codici di minore gravità ci vorrebbe più tempo!)
6) all’arrivo dell’equipaggio non essere scortese, non aggredire e non usare la violenza (tutto va a tuo discapito poiché l’equipaggio per la “sicurezza della scena “ potrebbe andare via e tornare solo dopo l’arrivo della polizia)
7) ascolta attentamente i consigli che ti vengono dati da medico e infermiere
8 ) l’ospedale dove trasferire il tuo parente non lo decidi tu, ma la centrale operativa in base alla patologia riscontrata.
9) segui l’Ambulanza con mezzi propri (nessuno può salire in ambulanza a meno che il paziente non sia minorenne)
10 ) in pronto soccorso ,in base al codice di gravità assegnato al tuo parente, ci sarà da attendere, adotta la stessa calma ed educazione per il personale ospedaliero!

NON CHIAMARE MAI L’AMBULANZA PER:
1) litigi familiari (senza evidenti problematiche sanitarie)
2) ricoveri programmati
3) cambiare cateteri o pannolini
4) problematiche sociali (solitudine )
5) incidenti stradali senza evidenti problematiche sanitarie (l’arrivo del 118 non fa aumentare il risarcimento assicurativo basta il referto del pronto soccorso)

Questi atteggiamenti sono puniti legalmente da quella che viene chiamata “interruzione di pubblico servizio” art.340 del codice penale.

Ma sopratutto NON CHIAMARE L’AMBULANZA ED ANDARE VIA! Il tuo numero è l’unico modo per mettersi in contatto con il paziente

AIUTATECI AD AIUTARVI!

Dott. Manuel Ruggiero