Osservatorio permanente contro le aggressioni

Il 13 marzo scorso si è insediato presso il ministero della Salute l’Osservatorio permanente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza contro gli operatori sanitari. Un’idea lanciata dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli. L’Osservatorio si occuperà di raccogliere dati, fare proposte per prevenire le aggressioni, proposte per nuove norme di legge e per misure amministrative e organizzative.

L’ente è presieduto dal ministro della Salute e ne fanno parte il comandante dei carabinieri del Nas, il coordinatore degli assessori alla Sanità regionali, il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri), il presidente della Federazione degli infermieri, il presidente della Federazione nazionale ordini dei veterinari, il presidente della Federazione dei farmacisti, il direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali e i direttori generali della Prevenzione, programmazione e professioni sanitarie del ministero.

Inail: tre violenze al giorno contro gli operatori sanitari

La situazione nelle regioni:

SICILIA

MARCHE

LOMBARDIA

EMILIA ROMAGNA

TOSCANA

LAZIO

PUGLIA

CALABRIA

Da Roma a Palermo, si registrano ormai in quasi tutta Italia casi di violenza contro gli operatori sanitari da parte di familiari o pazienti. Camici bianchi, medici e infermieri sono troppo spesso vittime di aggressioni fisiche o verbali.  Ogni anno, infatti, sono 3 mila le aggressioni che si verificano nel nostro Paese contro medici e personale sanitario. Lo dice la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), precisando che all’Inail sono stati denunciati 1.200 casi nel .

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